8° FirenzeFilmCortiFestival – presentiamo i film semifinalisti

Ci avviciniamo sempre di più alla data di inizio del Festival: in questa pagina presenteremo i film semifinalisti che saranno in programma nelle giornate del Festival, che si terrà a Firenze dal 22 al 25 settembre dividendosi tra MAD Murate Art District e la Limonaia di Villa Strozzi. Cominciamo con i 3 semifinalisti della categoria:

Animazione

(Scroll down per aggiornamenti quotidiani)

SEMIFINALISTI

Solitaire, di Edoardo Natoli (Ita)

Renaud è un anziano signore che vive a Parigi. È costretto da anni su una fidata sedia a rotelle che è dotata di vita propria e che lo aiuta quasi come se fosse una badante. La sua vita è solitaria, abitudinaria e meccanica fino a che, nell’appartamento di fronte, al di là della strada, non arriva ad abitare una nuova dirimpettaia. Tra i due nasce così l’amore.

Edoardo Natoli, nato nel 1983, è un regista, attore e sceneggiatore di Roma. Come attore inizia a lavorare a quindici anni tra cinema, teatro e televisione lavorando con molti famosi registi tra cui Mario Martone, Paolo Virzì, Liliana Cavani, Francesco Munzi e Cristina Comencini. Dal 2006 collabora come assistente alla regia per spot, videoclip e film di Gabriele Muccino, Paolo Virzì, Luca Guadagnino e Ben Stiller.
Dal 2015 è direttore creativo e regista di campagne pubblicitarie per la Maison Valentino, Tod’s e Vhernier. Nel 2020, durante il periodo di lockdown, crea e dirige “Solitaire”, cortometraggio di animazione che sarà presentato alle Giornate degli Autori della 77ª Mostra del Cinema di Venezia.(fonte bio zenmovie.it)

Signs, di Dustin Rees (Ch)

Un elettricista segue la sua routine notturna installando insegne in città. Passa la vita inosservato e senza contatto con il mondo, finché non si rende conto a quali segni dovrebbe prestare attenzione.

Dustin Rees è nato nel 1981 a Zurigo e si è diplomato al HSLU nel 2007. Insegna montaggio digitale e animazione alla HSLU, lavora come operatore e tiene laboratori di animazione nelle scuole. I suoi film THE BELLRINGER (2007), BORDERLINE (2011), RANSOM (2012) e SIGNS (2020) sono stati presentati in numerosi rinomati festival cinematografici internazionali.
(fonte bio http://signs-film.ch)

Colours, di Takumi Tanji e Dong Yi (Cina)

Quando gli impegni di lavoro si scontrano con la vita familiare. Nel perseguire il suo sogno, la protagonista Lin lavora da sola in una compagnia di animazione in una grande città moderna, ed è troppo impegnata per rispondere ai messaggi di suo padre.

Colours, corto diretto dal giapponese Takumi Tanji (background artist dei film del noto animatore Makoto Shinkai), insieme al cinese Dong Yi, prodotto da Haoliners Animation e Studio Tumble e realizzato per la piattaforma di video-sharing cinese bilibili.
(fonte bio animeita.it)

Documentari

i tre DOCUMENTARI che saranno in concorso tra i film semifinalisti :

Let There Be Colour, di Ado Hasanovic (Bosnia)

L’8 settembre 2019 Sarajevo ha ospitato la sua prima Pride March. L’evento è stato considerato ad alto rischio a causa delle minacce dei gruppi religiosi, conservatori e di destra. Let There Be Colour ci racconta questo momento epocale per la comunità LGBTQI bosniaca, divenuto una pagina di storia imprescindibile per il Paese.

Dal 2008 al 2011 è stato il direttore creativo del Festival del Cortometraggio di Srebrenica, per poi laurearsi alla Sarajevo Film Academy come regista nel 2013. In seguito frequenta il Centro sperimentale di cinematografia a Roma, diplomandosi con specializzazione in regia. Nel 2015 diventa direttore artistico del Festival “Passaggi d’autore” di Sant’Antioco. Con i suoi cortometraggi Andjeo Srebrenice, Mama, The Blue Viking in Sarajevo, Breath of Life Srebrenica, Pink Elephant, Nomofobia e Let There Be Colour ha vinto diversi premi internazionali.
(fonte bio wikipedia)

Rangers heroes, di Silene Brandi (ITA)

Le riserve del Sudafrica sono sotto attacco, al confine con il Mozambico tra gli animali più braccati ci sono i rinoceronti, in via di estinzione. L’unico ostacolo tra il rinoceronte e il bracconiere è la catena di persone che quotidianamente combattono contro questi attacchi, così ai ranger locali si uniscono in prima linea volontari di altri paesi in rischiose continue pattuglie.

“La formazione professionale in Regia Cinematografica e la laurea in Multimedia & Graphic Design, mi hanno permesso di sviluppare un personale stile visivo e comunicativo che dà ampio spazio alla pura osservazione della realtà, alla composizione curata dell’immagine e ad una particolare attenzione alla parte sonora. Tramite questo potente canale che è l’audiovisivo, desidero dare visibilità e raccontare tutte quelle realtà i cui valori contribuiscono ad arricchire positivamente la società nella quale viviamo.”
(fonte bio silene brandi.com)

Taxiderman, di Rossella Laeng (ITA)

Alberto Michelon è l’unico tassidermista (la tassidermia è la tecnica di preparare, a scopo scientifico, le pelli degli animali in modo da renderne possibile la conservazione) a Padova, e forse in tutta Italia, a specializzarsi in imbalsamazione di animali domestici. Proprietari in lutto compiono un pellegrinaggio verso il suo studio, in cerca di una seconda vita per il loro adorato compagno e Alberto ridà loro l’essenza di ciò che hanno perso. Ma ora il suo mestiere non basta, è a un bivio esistenziale: “Taxiderman” esplora le verità che vengono alla luce quando la morte è sia oggetto che soggetto.

Rossella Laeng è una regista pluripremiata di documentari basata a Lecco.
Ha conseguito un BFA in cinema specializzandosi nella forma del documentario presso il City College di New York, e un certificato in giornalismo presso la NYU SPS.
È solitamente attratta da argomenti strani e di nicchia, storie di interesse umano con protagonisti improbabili: un marionettista gay pensionato, una pagliaccia d’avanguardia femminista, la campionessa indiscussa del concorso di grito Messicano …

Sperimentali

Dopo le sezioni ANIMAZIONE e DOCUMENTARI passiamo ai Corti sperimentali. Iniziamo con tre storie di difficoltà e disagio:

Let Yourself Rest, di Courtney Dixon (USA)

Più che stanco – Non solo un pisolino. Parliamo di narcolessia, un disturbo caratterizzato da una sonnolenza eccessiva durante il giorno o da episodi incontrollati e ricorrenti di sonno durante le ore di veglia normali. Dalle allucinazioni alle pause di riposo di routine, Judy spiega il suo convivere con questa condizione.

Courtney produce e dirige storie personali con un approccio creativo e stilizzato. Con quasi 10 anni di esperienza nella creazione di narrazioni intime e non narrative, usa il suo lavoro per ispirare empatia e aumentare la consapevolezza. Contenuti brandizzati, cortometraggi in stile documentario e media digitali sono stati il fulcro della sua energia artistica. Iniziando la sua carriera nella produzione cinematografica a Los Angeles, ha avuto presto successo nello spazio dei nuovi media con marchi affermati, comprese le aziende Fortune 500. Alcuni dei suoi lavori sono stati trasmessi a livello nazionale o proiettati su più piattaforme di distribuzione. Il suo lavoro è stato presentato in festival come Tribeca, SXSW, DOCNYC, The Webbys e altri.
(fonte bio filmfreeway)

Graceland, di Thomás Corredor (Colombia)

Questo cortometraggio racconta una notte di insonnia in cui Gustavo si confronta, all’età di settantadue anni, con una progressiva, irreversibile e incurabile perdita della vista che ben presto lo lascerà nella totale cecità. Graceland è un film d’atmosfera, che si muove oltre i confini di ciò che è reale e immaginario, un’esperienza piena di esplorazioni visive che riflettono il processo di diventare ciechi.

Tomás Corredor è un regista e fotografo colombiano che vive a Nairobi. All’inizio della sua carriera, è stato 1° AD in vari cortometraggi e spot televisivi. Da allora, ha lavorato come regista di diversi spot televisivi, girando per diverse aziende e agenzie pubblicitarie in Colombia, Ecuador, Guatemala e Kenya. Parallelamente alla sua attività professionale, ha lavorato come insegnante di cinema dal 2002 in diverse università e scuole di cinema in Colombia. Attualmente sta lavorando al suo primo lungometraggio intitolato November e sta proiettando il cortometraggio Graceland.
(Fonte bio tomascorredor.com)

Asphodel Fields, di Luigi Calabrese (USA)

Asphodel Fields è un cortometraggio sperimentale che analizza la comprensione ciclica e manipolativa che la tecnologia ha sugli esseri umani e il disperato desiderio di questi ultimi di sfuggire alla vita moderna e riconquistare una connessione con il mondo naturale.

Proseguiamo con storie che raccontano momenti e sensazioni vissute durante la pandemia di COVID-19:

See Me: A Global Concert”, di Bernardette Wegestein & Co (CH)

“See Me: A Global Concert” è un progetto cinematografico che abbraccia l’individuo e il globale. Un viaggio, da una voce che suona Bach solista, a molte voci che cantano un nuovo pezzo di Reena Esmail, a centinaia di voci che celebrano il nostro bellissimo pianeta nella Sinfonia Pastorale di Beethoven. Filmato e prodotto nel bel mezzo dell’epidemia di COVID-19, rappresenta la speranza di portare conforto e gioia.

Bernadette Wegenstein è una documentarista, educatrice e scrittrice che combina il pensiero femminista e la narrazione umano-centrica.
Ha conseguito il dottorato in lingue e linguistica romanza all’Università di Vienna, ha studiato semiotica con Umberto Eco all’Università degli Studi di Bologna, antropologia all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e letteratura comparata e cinema alla Stanford University.
Attualmente è presidente della North Eastern Modern Languages Association, NeMLA, carica che ricoprirà nel 2022 durante la conferenza annuale che si terrà a Baltimora.

Spatula, di Russel Lepley e Filippo Petacchi (USA)

I registi coreografi hanno girato durante la pandemia. Si tratta di un gruppo di persone sempre con mascherine, mal equipaggiato e disorientato dagli eventi, con nemici ed alleati poco chiari.

Entrambi ballerini con la passione per le arti, dopo una carriera artistica che spazia dalla Francia alla Svizzera e collaborando con artisti e coreografi di fama mondiale, si dedicano all’insegnamento. Fondano a Monaco la Flux +Flow Dance And Moviement center, dove promuovono lo studio della danza attraverso l’arte come nutrimento personale e come fonte di comunicazione di emozioni e creatività.

Red Zones, di Luca Vullo (ITA)

Le “zone rosse” d’Europa mostrate attraverso gli occhi di persone comuni che raccontano come le loro vite siano state travolte dalla pandemia e dal lockdown. Un coro di voci che rivela quanto il virus abbia influenzato il nostro stato psicofisico ed emotivo e abbia cambiato il nostro modo di relazionarci e il nostro stile di vita.

Luca Vullo è autore, regista, produttore cinematografico e teatrale con base a Londra. Con la sua casa di produzione Ondemotive Productions Ltd ha realizzato diversi documentari di carattere socio-antropologico
(Fonte bio wikipedia).

Je ne regrette rien, di Fiona Bavinton (UK)

Una contemplazione animata sulla nostalgia, realizzata durante il blocco di Covid-19 nel Regno Unito. In un paesaggio surreale, dominato da un enorme schermo, la gente comune balla le danze della vita quotidiana, offuscata dal richiamo alla nostalgia.

Fiona Bavinton è una regista, scrittrice, direttrice della fotografia e montatrice. È un’artista, una ricercatrice, una tecnologa, una narratrice. Con i recenti sviluppi nell’apprendimento automatico, nelle schede grafiche e nel rendering in tempo reale, è alla continua ricerca di nuove possibilità narrative inerenti la tecnologia.

Storie che parlano del nostro pianeta e della crisi climatica e come affrontarla e sopravvivere:

The Last Thing to Die, di Sofia Bullones (Eire)

All’indomani di un devastante cataclisma globale, una giovane famiglia si sforza disperatamente di sopravvivere. In questo paesaggio arido, dove il cibo scarseggia, la speranza è l’ultima a morire.

“Sono un’anima creativa venezuelana con sede a Dublino, sempre alla ricerca di nuovi modi per esprimere tutto ciò che non riesco a imbottigliare. Sono anche un ottimo graphic designer con un occhio attento ai dettagli e formidabile nello sviluppo di concetti e identità. Così mi definisco un UI Designer con esperienza e grande talento per il branding, il packaging e l’editoriale.”
(fonte https://bwcka.wordpress.com/)

Habitat, di Marek Kimei Matvija (Cecoslovacchia)

Uno spazio abbandonato carico di tossicità diventa un paesaggio della mente di una sola donna viaggiatrice. Al riparo della disperazione e del distacco spirituale, la sua intensa presenza racconta una storia di redenzione in tempo di collasso climatico.

Marek Matvija è un regista indipendente, artista video e suonatore del flauto giapponese shakuhachi. I suoi film e la sua musica riflettono una passione per la fragilità, la caducità e le giustapposizioni ponderate.
Le sue esibizioni lo hanno portato in Repubblica Ceca, in Giappone, Stati Uniti, Ungheria, Slovacchia, Paesi Bassi e Portogallo. È membro dell’ensemble musicale site-specific Topos Kolektiv.
Si è formato al Centro di Studi Audiovisivi della FAMU di Praga. Ha studiato flauto shakuhachi sotto la guida del Doc. Vlastislav Matoušek PhD – compositore noto per le sue composizioni aleatorie e pioniere ceco di questo strumento. Dal 2009, Marek ha continuato i suoi studi con il principale giocatore giapponese Kifu Mitsuhashi.
I suoi film e le sue installazioni sono stati presentati in mostre e festival internazionali tra cui la Biennale di Liverpool 2012.

Ecco due storie che arrivano da lontano in cui sono protagonisti i bambini:

Al-sit, di Suzannah Mirghani (Sudan)

In un villaggio di coltivatori di cotone in Sudan, la quindicenne Nafisa ha una cotta per Babiker, ma i suoi genitori le hanno combinato il matrimonio con Nadir, un giovane uomo d’affari sudanese che vive all’estero. La nonna di Nafisa, Al-Sit, potente matriarca del villaggio, ha i suoi piani per il futuro di Nafisa. Potrà Nafisa decidere da sola?

Suzannah Mirghani è una scrittrice, ricercatrice e regista indipendente. Si è laureata in studi sui media e sui musei e pubblica lavori creativi e accademici su una varietà di questioni culturali. Di razza mista, sudanese e russa, è interessata soprattutto alle storie che esaminano la complessità dell’identità. Suzannah è la scrittrice, regista e produttrice di AL-SIT (2020), vincitore del Grand Prix al Tampere Film Festival 2021 (qualificante per l’Academy Award) e vincitore del Canal+ Award al Clermont-Ferrand International Short Film Festival 2021. I suoi precedenti corti includono Caravan (2016) e Hind’s Dream (2014).
(fontebio IMDB)

Wall Piano, di Asma Ghanem & Co (Palestina)

Protagonista è un gruppo di bambini che vivono vicino al checkpoint di Qalandia a Ramallah, in Palestina, prima linea del conflitto in Cisgiordania e con i quali i tre registi hanno lavorato direttamente. L’idea per questo cortometraggio è venuta dalla dodicenne “Nada”, presente nel film.

Asma Ghanem è nata a Damasco, in Siria, nel 1991. Ha conseguito il suo BA presso l’International Academy of Art – Palestine, e ha ricevuto il suo MFA in arti audiovisive presso l’ISDAT (L’École des beaux-arts de Toulouse) in Francia nel 2016. Ghanem ha ricevuto il 3° premio nel concorso Young Artist of the Year Award 2016 per il suo progetto di musica sperimentale (Homeland is…). Ha anche ricevuto una menzione speciale al Palestine in & out Festival di Parigi nel 2015 per un progetto di fotografia. Asma ha ricevuto due sovvenzioni dall’Arab Fund for Art and Culture (AFAC) e ha prodotto il primo album sperimentale intitolato “Fi Alard” nel 2014 come risultato, così come un libro sulle teorie musicali in Palestina (in produzione). Ghanem attualmente vive e lavora a Ramallah.
(fontebio https://zawyeh.net/asma-ghanem/)

Ecco a voi storie visionarie che invitano alla riflessione:

Une minute de blancheur just avant… (Canada)

Questo video evoca un universo che cambia. Una tavolozza di bianco, rosso e nero. In questo paesaggio, i colori generano trasformazioni che si susseguono una dopo l’altra. Evocazione di un mondo mutevole. Un’esistenza che finisce per essere assorbita, trasformata. C’è una minaccia all’orizzonte? E se aggiungessimo altri colori, altre speranze?

“Da oltre trent’anni, ho adottato una pratica artistica diversificata (arti visive, installazione, fotografia, video, scrittura, performance, arte comunitaria, artivismo). Ho anche esplorato varie forme di diffusione e tipi di luoghi, spesso non convenzionali, adattati a vari contesti pubblici e spesso con un aspetto relazionale. Ultimamente, mi sono concentrato più specificamente sul video sperimentale, la fotografia e la scrittura, discipline che mi permettono di integrare le mie esperienze precedenti. Mi piace usare la tecnologia così come il lavoro manuale e corporeo nella sperimentazione diretta con una varietà di materiali e processi creativi. Questa febbre esprime l’urgenza che sento verso un mondo complesso e deteriorato. Sono sempre stato motivato dal desiderio di intervenire nel nostro mondo iniquo, alimentato da un ideale di giustizia sociale. E agire attraverso l’arte come un modo appropriato per toccare la sensibilità degli altri e farli reagire.”
(fontebio https://johannechagnon.quebec)

Exhalation, di Al Diaz (Spagna)

Veniamo al mondo con un’espirazione e la lasciamo con un’altra. Tutto ciò
che sta in mezzo è un sospiro frenetico e tremante, un breve transito nell’atto di vivere. Una coincidenza casuale dell’unione di due cellule, il cui esito finale è la morte.

Laureato in Comunicazione Audiovisiva presso l’Università Rey Juan Carlos, ha conseguito un master europeo in studi cinematografici. Appassionato di teoria del cinema ha preso parte a diversi progetti audiovisivi in cui si è generalmente destreggiato contemporaneamente sia come sceneggiatore e regista che in ambito di post produzione con la società di produzione Mordisco Films, di cui è proprietario. Fondatore della società di distribuzione di cortometraggi Yaq Distribución, che ha già distribuito 400 opere audiovisive e ha organizzato più di 75 edizioni di festival, tra cui: Cortópolis, Cortopatía e Cortoodeon. Tra i suoi progetti come sceneggiatore, regista e produttore, ha più di 1500 selezioni e 300 premi internazionali sempre attinenti a tematiche legate al linguaggio poetico, sensoriale e filosofico.

The creator, di Serji Pudich (Ucraina)

Lo scienziato che crea e addestra gli androidi per essere perfetti in diverse abilità: combattimento, atletica, danza e pittura. Tutti i droidi migliorano se stessi giorno dopo giorno, ma uno artistico si trova dove era – Il Creatore cancellerà il suo lavoro o le lascerà una possibilità?

Serjiy Pudich è un regista ucraino di film e spot pubblicitari alla ricerca di nuove tecniche e modi per raccontare storie in modo straordinario. La sua carriera inizia nel 2010 vincendo un concorso studentesco. Ha vinto numerosi premi in Festival, rassegne e concorsi. Nel 2016 e 2017 Serjiy è diventato “Regista dell’anno” vincendo il premio “Creative youth of Odessa”.

Ursula, di Eduardo Brito (Portogallo)

Tra la città più settentrionale del mondo, in una lunga notte polare, e una nebbiosa mattina d’estate al sud, si svolge un sogno, con tutti i suoi dubbi.

Regista, scrittore e fotografo portoghese. Ha conseguito un master in Studi Artistici (Museologia e Studi Curatoriali) presso la Facoltà di Belle Arti dell’Università di Porto (FBAUP) e una laurea in sceneggiatura presso la Scuola Internazionale di Cinema e TV di Cuba. Insegna come assistente alla FBAUP e all’Istituto di Architekture e Media dell’Università Tecnica di Graz. Co-sceneggiatore del lungometraggio Blue Breath (2018) e ha diretto i cortometraggi Penumbria (2016), Slope (2018) e Ursula (2020). Il suo stile è incentrato sull’analizzare quelle connessioni che si instaurano tra realtà, finzione e memoria, così come la relazione tra testo e immagine.

Un pizzico di suspense e thriller per le ultime storie che vi presentiamo in questa sezione:

Blood wolf, di Diana Cignoni (USA)


Blood Wolf è un thriller al femminile che espone il pericolo della “passione fuori controllo” e di come le relazioni tossiche ci separino sempre di più dalla realtà. Non esistono buoni o cattivi, ma solo esseri umani spinti da un desiderio di potere o amore.

Diana Cignoni è una regista tedesco-americana che ha iniziato a recitare in giovane età lavorando all’HB Studio di New York. In seguito si è trasferita a Los Angeles dove ha studiato con il maestro Charlie Laughton, mentore e amico di Al Pacino per tutta la vita, mentre recitava in produzioni pluripremiate di opere di Brecht, Beckett e più recentemente ha recitato in Faith Healer di Brian Friel all’Odyssey Theatre. A Los Angeles è diventata una scrittrice e regista indipendente e il suo lavoro è stato riconosciuto in diversi festival cinematografici negli Stati Uniti e in Europa. Diana ha anche diretto documentari e video di moda tra cui cortometraggi per Port Magazine, Playboy, FHM Collections e il Geothe Institute di Los Angeles.

Smile, di Kevin Uskokovic (Australia)

E’ un breve film muto horror/commedia su un uomo in povertà che trova lavoro nel settore dei servizi.

Pittore, film maker, attore residente in Australia. Diplomato Alla Victoria University collabora con La Rea7Ms come artista realizzatore di idee per lo sviluppo di Videogames. Filmaker presso DeyusFilm, casa di distribuzione di film indipendenti che ha ricevuto numerosi premi.

Floaters, di Tomek P. Chenczke (Portogallo)

Quando i corpi morti di un uomo e di una donna vengono lavati a riva, le vite di un pescatore locale e di un’ereditiera straniera si intersecano per svelare un mistero dietro la morte delle vittime.

Sceneggiatore e romanziere. Autore del romanzo “Brewery” (2015) e di diverse sceneggiature. Finalista del Moondance International Film Festival (2017) e dell’Austin Revolution Film Festival (2018 e 2019). Semifinalista dello Utah Film Festival (2019) nelle categorie lungometraggio e sceneggiatura breve. Semifinalista di Fade In Awards (2019), finalista di Inroads Screenwriting Fellowship (2019) e Oaxaca Film Festival (2019). Vincitore del primo premio di 6 Firenze Filmcorti Festival (2019).
(fontebio film freeway)

Loop, di Nicola Raffaetà (ITA)

Due uomini si confrontano, uno lo specchio dell’altro. Un tradimento, la sete di vendetta, la confusione mentale, il ripetersi infinito delle cose, delle azioni, in un ciclo continuo di nietzschiana memoria.

Regista e Videomaker di Camaiore, fonda insiema ad un gruppo di amici l’associazione culturale Baita Film Group di cui ne è presidente. Tra i Suoi lavori “Le Monete del Tradimento” (2005), noir ispirato ai grandi film hollywoodiani degli anni ’40; “Cronaca” (2006) lungometraggio di un’ora incentrato sulla mafia in concorso al Video Festival di Imperia 2008; “C’era una volta”… (2007) lungometraggio anche questo di un’ora, distopico e surreale che ha partecipato al festival Corto.it di Roma; Ab-Fonte di vita (2010), un documentario incentrato sulla problematica della privatizzazione dell’acqua nel mondo, “Equilibrio”con il quale ha vinto il premio come miglior videoarte al Firenze Film Corti Festival 2019. Oltre alla realizzazione di sceneggiati/fiction si dedica alla videoarte.Al momento lavora come libero professionista realizzando video promozionali per aziende e producendo grazie a finanziatori alcune opere, tra cui LA COMMEDIA, una video installazione in memoria dei 700 anni della morte del Sommo Poeta Dante Alighieri. Adesso quasi tutte le sue produzioni sono autonome e il nuovo logo è NRproduzioni.

Fiction

Passiamo a presentare i film semifinalisti della categoria fiction, cominciando con i progetti visti attraverso lo sguardo dei bambini:

Inverno, di Giulio Mastromauro (ITA)

Timo, il più piccolo di una comunità greca di giostrai, si trova ad affrontare insieme ai suoi cari l’inverno più duro. Il regista pugliese, attraverso gli occhi del bambino protagonista, racconta la scoperta della sofferenza durante l’infanzia.

Regista e sceneggiatore italiano, membro dell’Accademia del Cinema Italiano e direttore artistico di Zen Movie. Con una laurea in Giurisprudenza, si approccia al cinema da autodidatta. Scrive e dirige diversi cortometraggi apprezzati da pubblico e critica tra cui “Nuvola” (2015) con Mimmo Cuticchio – candidato ai Nastri d’Argento e vincitore di oltre 50 riconoscimenti – ed “Inverno” (2020), vincitore del David di Donatello 2020 per il Miglior Cortometraggio e in considerazione per gli Oscar 2021 nella categoria Live Action Short Film.
(fonte bio cinemaitaliano.info)

Su sua richiesta (At his Own Request), di Takács Adél (Ungheria)

Film girato dal punto di vista di un bambino, chiuso in un istituto perché la madre deve scontare 4 anni di carcere, trascorsi i quali, la madre non riesce a ritrovare il proprio figlio, che nel frattempo è stato anche adottato…

Tropicana, di Francesco Romano (ITA)

Maicol ha 8 anni, vive in una delle case dei lotti popolari del Trullo a Roma ed ha con il padre Valerio un rapporto di grande complicità. Come regalo per la promozione scolastica riceve i soldi per acquistare la maglietta della sua squadra del cuore. L’avvenimento e le sue conseguenze metteranno in discussione e cambieranno il rapporto col padre.

Attore, doppiatore e regista italiano, vive e lavora a Hollywood; attualmente è impegnato nella soap opera Il tempo della nostra vita in onda tutti i giorni sulla rete televisiva americana NBC. Francesco cresce a Messina e a Matera; in Italia frequenta il Liceo Classico dove sviluppa una sfrenata passione per la letteratura e il teatro. A Roma supera l’esame di ammissione all’”Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Italiana“. Partecipa ad alcune audizioni durante il periodo accademico. Dopo due anni arriva la prima scrittura teatrale e debutta in Assassinio nella Cattedrale diretto da Antonio Pierfederici. Il teatro lo vede protagonista di numerosi lavori, tra cui Processo a Maria con la regia di Tullio Pecora, dove incontra Berta Dominguez (attrice e scrittrice dello stesso spettacolo, nonché moglie del famoso produttore di Hollywood Alexander Salkind). Con il suddetto spettacolo, dove interpreta due ruoli diversi, Francesco raccoglie numerosi consensi da parte del pubblico e della critica giornalistica.
(fonte bio wikipedia)

Giusto il tempo per una sigaretta, di Valentina Casadei (ITA)

Christian cerca in tutti i modi di fare andare a scuola suo fratello minore, Giulio. Cosa facile per i più, ma non per loro, che non conoscono il padre e la cui madre è alcolizzata. Inoltre, Christian lavora come muratore in un cantiere e il suo lavoro comincia alla stessa ora in cui il fratello deve andare a scuola.

Originaria di Ravenna, Valentina Casadei si laurea al Dams di Bologna, in storia del cinema. Si trasferisce a Parigi, dove completa un Master anglofono in sceneggiatura e regia presso l’Eicar. Frequenta poi la scuola di sceneggiatura Bottega Finzioni e viene selezionata dalla Fémis per partecipare all’Atelier Scénario 2021, sotto la supervisione di Jacques Akchoti. Ha scritto e diretto due cortometraggi nell’ambito del master, “Tutto su Emilia” e “I Nostri Giorni Benedetti”, e il suo primo cortometraggio professionale “Giusto il Tempo per una Sigaretta”, che è prodotto da First Child Productions con il sostegno dell’Emilia Romagna Film Commission ed è distribuito da Tiny Distribution. Attualmente sta lavorando su nuovi progetti fra l’Italia e la Francia.
(fonte bio cinemaitaliano.info)

Ecco tematiche legate a Immigrazione e discriminazioni…..

Schiavonea, di Natalino Zangaro (ITA)

Vincenzo è un giovane che vive in una piccola comunità marittima calabrese, Schiavonea, destinazione di alcuni sbarchi migratori. Ayana, invece, è una di questi migranti, temporaneamente bloccata in un mercato del pesce, improvvisato centro d’accoglienza. Un giorno Vincenzo si reca al mercato suddetto per procurarsi del pesce fresco, ma l’incontro inaspettato con la ragazza segnerà la vita di entrambi.

Originario di Cariati, cresce a Corigliano Calabro, cittadina non distante dal suo paese natio. Matura la passione per il cinema fin dalla giovane età, si dedica alla recitazione e al teatro all’Istituto Tecnico per Geometri “Falcone-Borsellino”. Iniziato il percorso universitario nel 2011 presso l’Unical, alla facoltà di Statistica, decide di abbandonare gli studi anzitempo per dedicarsi interamente alla passione per il cinema. Iscritto alla Rome University of Fine Arts, consegue la laurea in Cinematografia nel 2018. (In questi tre anni realizza i cortometraggi: L’anniversario e Piano terra. Grazie a quest’ultimo ha avuto la possibilità di collaborare con Sandra Ceccarelli, vincitrice della Coppa Volpi a Venezia, e Daphne Scoccia, attrice divenuta ormai realtà del cinema nostrano).

The best orchestra in the world, di Henning Backhaus (Austria)

Ingbert il calzino, bravissimo a suonare, si presenta alle audizioni della Wiener Staatskapelle per ottenere il posto di contrabbassista nell’orchestra. Il film rappresenta un’intelligente quanto sagace metafora sulle discriminazioni.

Nato a Dresda, si è trasferito a Vienna per studiare regia con il regista austriaco/francese Michael Haneke alla Film Academy Vienna. Il 2013 è l’anno di esordio alla regia con “Local Heroes” girato su pellicola da 16 mm e 35 mm. Dal 2013 al 2018 è stato assistente alla regia all’Opera di Stato di Vienna. Di recente ha lavorato nel reparto sonoro di “A Hidden Life” di Terrence Malick.

Temi attinenti sogni e sensazioni…

Casiopea, di Fernando Manso (Spagna)

Il film mostra una donna che nuota, in un rapporto quasi eterno col mare. Benessere, pace, emozioni forti alternate a momenti di smarrimento in un’acqua circondata o dal nero o dalle stelle; qualcosa che cerca di afferrarla e portarla via dal suo stato di felicità. Un corto che testimonia come spesso le parole siano inutili.

Casiopea è il suo esordio alla regia. Ha iniziato la sua carriera cinematografica nel 2011, in veste di assistente del famoso regista Javier Fesser nel blockbuster di animazione “Mortadelo e Filemón Contra Jimmy el Cachondo”. Ha continuato come assistente di Fesser in produzioni pubblicitarie e altri cortometraggi per i successivi 3 anni.Fernando Manso ha sviluppato il suo modo unico di raccontare storie, pieno di bellezza e poetica.

Echo, di Aitor de Miguel (Spagna)

Nel 1977, la sonda Voyager parte per la galassia con un messaggio in spagnolo registrato nella RNE (Spanish National Radio Studio). Quasi 50 anni dopo e malato di Alzheimer, Carmen sta affrontando il trasferimento…

Formatosi all’Università Complutense di Madrid e alla Scuola di Cinema e Teatro Amadora (Portogallo), Aitor de Miguel ha fondato la sua società di produzione, Cámara Lúcida Producciones, nel 2008. È specializzato, nel campo più convenzionale, in video aziendali e istituzionali, e nel campo più artistico, nella produzione di cortometraggi, sia documentari che di fiction. Tra i suoi lavori più importanti ci sono i video aziendali per Globalbox, Pzifer, Banco Santander e Creación Injuve, così come la post-produzione di diversi spot per Decathlon. Il suo primo cortometraggio, “Acaso Yo”, sull’adozione in Etiopia, è stato selezionato per decine di festival e ha accumulato più di 50.000 visualizzazioni su Youtube. “Defensora”, su un difensore dei diritti umani in Colombia, ha 40 selezioni (Biarritz, Barcellona, Tenerife) nonostante sia un mediometraggio ed è distribuito da Motion Pictures. (fonte bio aitordemiguel.com)

Suspense e assassinii….

La veuve Saverini, di Loic Gaillard (Francia)

Bonifacio 1883, estremo sud della Corsica. La vedova del signor Saverini vive in una casa isolata vicino alle scogliere, con il suo unico figlio Antoine e il suo cane, e durante il giorno assiste le partorienti in città. Una notte suo figlio viene ucciso in uno scontro. L’assassino fugge in Sardegna. Il mondo della vedova cade in pezzi…

L’oro di famiglia, di Emanuele Pisano (ITA)

Salvo e Fabrizio rapinano una villa che sembra promettere grandi guadagni. I due portano la refurtiva da un rigattiere, ma riescono a racimolare solo pochi spiccioli. Tra la refurtiva rimasta invenduta c’è un album di foto di famiglia e Salvo, al pensiero che lui non abbia neanche una foto ricordo, inizia a riflettere sulla necessità di mettersi alla ricerca del suo album di famiglia.

Nasce a Scordia (Catania) nel 1988, si trasferisce a Roma e si laurea nel 2009 al Dams di Roma Tre.
Raggiunge la notorietà nel circuito dei cortometraggi nel 2009 con Rec Stop & Play, che ottiene diversi riconoscimenti, fra cui il premio come miglior corto al Taormina Film Fest.
È regista di molti videoclip musicali (Ultimo, Briga, Mostro, Lowlow e Gianluca Grignani).
Tra il 2018 e il 2019 dirige la seconda e la terza stagione della serie Sara e Marti per Disney Channel. Ha inoltre curato la regia di Sara e Marti – Il film. Dal 2014 lavora come regista televisivo per diversi programmi Rai, Mediaset e Discovery. Nel 2020 è in distribuzione il suo cortometraggio L’oro di Famiglia.
(fonte bio cinema italiano.info)

Una nuova prospettiva, di Emanuela Ponzano (ITA)

Durante un gioco tra amici un giovane ragazzo si perde nel bosco diventando testimone di diversi avvenimenti in una terra di confine e aprendo un doloroso spiraglio nella Storia. Dove ci troviamo? E soprattutto quando?

Nata a Bruxelles in Belgio e di nazionalità Italiana, Emanuela Ponzano è attrice e regista di teatro e cinema. Vive e lavora tra Roma e Parigi. Diplomata in Scienze Politiche all’Università libera di Bruxelles nel 1995 e in Arte Drammatica all’Accademia Nazionale di Liègi in Belgio nel 2000 (diretta da Jacques Delcuvellerie, maestro écoles des Maitres). In ambito cinematografico lavora con John Irvin, Philippe Garrel, Maurizio Zaccaro, Giulio Base, René Manzor e studia con i fratelli Dardenne, Phiippe, Blasband, Frédérique Fonteyne e il metodo Strasberg a Roma con Mickael Margotta e Joseph Ragno, entrambi docenti dell’Actor’s Studio, con Vincenzo Attingenti e Susan Batson. Nel 2006, in qualità di regista è finalista del Premio teatrale belga “Jacques Huisman” con lo spettacolo Sogno (ma forse no) di Luigi Pirandello. Nel 2008 ottiene il Premio Nazionale artistico italiano “Filomena Carrara” per il suo percorso artistico e per lo spettacolo La Più Forte di A.Strindberg – omaggio a Ingmar Bergman – andato in scena al teatro Ambra Jovinelli di Roma lo stesso anno.
Sempre nel 2008 realizza due cortometraggi Bagnasciuga e Riflessi, quest’ultimo vincitore nel 2010 della terza edizione del festival Cortovisione IFF 2010 come Miglior Cortometraggio, cui segue il Premio Speciale della Critica Femminile e la Menzione Speciale all’I‘VE SEEN FILMS IFF 2010 di Rutger Hauer a Milano. Sempre nel 2010 co-dirige e co-produce Reminder, spot promo per Save the children con Enrico Lo Verso. Nel 2013 è in concorso come attrice alla 70° Mostra del Cinema di Venezia con il film di Philippe Garrel “La Jalousie” con Louis Garrel e Anna Mouglalis.
Nel 2016 realizza il cortometraggio di finzione La Slitta, selezionato ai Nastri d’Argento 2016 e in più di 110 Festival Internazionali con oltre 40 premi vinti.Nel 2017 La Slitta si qualifica come candidato agli Oscar 2018.
Nel 2018 realizza degli spot sociali e culturali di difesa dei diritti per gli attori in Italia .
Tra il 2019 e 2020 finisce le riprese del cortometraggio “Una nuova prospettiva”, sviluppa i suoi due primi lungometraggi con Produzioni Internazionali e una serie tv black comedy “AFFARI DI FAMIGLIA” in Belgio.
(fonte bio cinemaitaliano.info)

Disagi alimentari, psicologi e fisici…

500 calories, di Cristina Spina (ITA)

Un essere umano per vivere ha bisogno di almeno 1200 calorie al giorno. Una donna nel mezzo di una crisi esistenziale si confronta con la sua insegnante di danza che l’aveva costretta, all’età di 13 anni, a limitare la sua dieta a 500 calorie al giorno.

Cristina Spina è un’attrice, scrittrice e regista italiana residente a New York. Inizia la sua carriera a Roma come ballerina e attrice, lavorando con i più importanti registi teatrali italiani, come Luca Ronconi, Massimo Castri e Carlo Cecchi.
(fonte bio cinemaitaliano.info)

Nam, di Niccolò Corti (USA)

Nam è la storia di Adam, un giovane incapace di comunicare con il linguaggio vocale o scritto, è in cura nella famiglia Bruckner. Ambientato negli anni ’50, il film segue i tentativi della signora Bruckner di sfondare la misteriosa condizione di Adam ed esamina come il suo apparente vuoto si infiltri nella vita della famiglia.

Aggrappati a me, di Luca Arcidiacono (ITA)

Filippo, un venticinquenne schivo e introverso, viene fermato in tram da Alice, una bambina con la sindrome di Down, che gli chiede di accompagnarla a casa dopo aver perso di vista la madre. “Aggrappati a me”è la storia di un incontro, di quelli che sanno cambiare la vita.

Di origini siciliane, vive a Roma dal 2011. Ha conseguito la laurea triennale in Cinema presso l’Università di Roma Tre nel 2014 e sta attualmente proseguendo gli studi magistrali.
Formatosi in Regia e Sceneggiatura Cinematografica con corsi e workshop con registi quali Sergio Rubini, l’aiuto regista Ciro Scognamiglio, lo sceneggiatore Marco Pettenello e la scuola Holden di Torino, dal 2014 lavora come Casting e Assistente alla Regia per società quali Cattleya, Pupkin, Ascent Film, Groenlandia, Lux Vide e nel 2016 ha lavorato come co-sceneggiatore e conseguentemente come primo Aiuto Regista per il film “Malarazza”, in uscita al cinema il 9 Novembre 2017. Dal 2016 ha deciso di fondare la “Jaws Production”, una piccola società romana che si occupa della produzione di cortometraggi, spot e videoclip. Il suo ultimo cortometraggio “La Stanza Rossa” è distribuito dalla Premiere Film ed è attualmente in fase di distribuzione il suo nuovo cortometraggio “Aggrappati a me”, da lui scritto e diretto.
(Fonte bio gabriellaruggeri.com)

Noi, la natura e la vita…

Ape regina, di Nicola Sorcinelli (ITA)

Elsa ha settant’anni e cinque arnie vuote. Le api se ne sono andate come suo marito, a cui non perdona di essere morto prima di lei. Solo una nuova ape regina, se accettata, potrebbe far ritornare le api. Una mattina Elsa trova nascosto nella rimessa Amin, un ragazzo di sedici anni scappato da un centro per immigrati. La polizia lo sta cercando, e lui vuole raggiungere la Finlandia. Elsa decide di dargli ospitalità in cambio di aiuto con le sue arnie, fino a quando dovrà lasciare andare anche lui.

Lavora come regista e sceneggiatore. Con i suoi lavori ha vinto numerosi premi e partecipato a festival di tutto il mondo. Il suo cortometraggio Moby Dick vince il Nastro d’Argento, per poi essere presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.  Attualmente è impegnato con la pre-produzione del suo primo film, MIŁOŚĆ, prodotto dalla Kavac Film di Marco Bellocchio e Simone Gattoni.
(fontebio zenmovie.it)

Accamòra, di Emanuela Muzzupappa (ITA)

Una giornata nelle campagne calabresi racchiude tutta l’importanza di un rito che per Antonio rappresenta un punto saldo della sua esistenza: la raccolta dei fichi. Quel luogo impregnato di ricordi porta con sé l’eco delle risate e la malinconia dei tempi passati. Anche quest’anno dovrà, assieme al fratello maggiore, portare a termine la raccolta dei frutti ma, alla sera, si renderà conto che quella non è stata una giornata come le altre.

Emanuela Muzzupappa (1995) nasce a Reggio Calabria. Si laurea alla NABA di Milano in Media Design e Arti Multimediali con la presentazione del suo primo cortometraggio Legami. Nel 2019 lavora come assistente ai casting per l’opera prima di Francesco Costabile e nel 2020 scrive e dirige il cortometraggio Accamòra con il quale ottiene l’ammissione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma al corso di regia.
(fontebio cinemaitaliano.info)

Gli anziani e la loro capacità di reagire…

Sturdust, di Antonio Andrisani (ITA)

Teodosio, un uomo anziano e culturalmente poco attrezzato, rivendica con timidezza il suo ruolo determinante nella realizzazione di un cortometraggio che si è aggiudicato un prestigioso premio cinematografico. Ad accogliere questi suoi reclami, con distacco ed una malcelata aria di superiorità, c’è il regista Giuseppe.

Dopo gli studi classici effettuati a Matera si diploma come graphic designer a Roma. Nel corso degli anni ottanta ha un’esperienza televisiva in due programmi satirici con l’emittente televisiva TRM di Matera. A partire dai primi anni duemila comincia un percorso di scrittura di soggetti e sceneggiature cinematografiche. È direttore artistico di Action, concorso di cortometraggi sui temi del lavoro della CGIL di Matera. (fonte bio wikipedia)

Slow, di Giovanni Boscolo e Daniele Nozzi (ITA)

Da quando Marisa è andata in pensione la sua vita è profondamente cambiata: si sente inutile, abbandonata, senza uno scopo. L’incontro con un’organizzazione segreta di pensionati le svela uno dei più grandi misteri della storia dell’umanità: il traffico stradale.

La vita, sempre….

Pappo e Bucco, di Antonio Losito (ITA)

Il corto affronta il tema delicato del fine vita attraverso la storia di due clown che sono stati sempre uniti e decidono di mettere in scena il loro personale spettacolo celebrando la vita stessa. Un’opera delicatissima, che sa inneggiare all’esistenza pur raccontando una storia tragica.

Antonio Losito (Andria, 17/06/1981), nel 2002 frequenta l’Accademia d’arte drammatica “Ribalte” diretta da Enzo Garinei. Dopo aver fatto da assistente alla regia a Garinei e al regista Rai Francesco Anzalone,inizia a scrivere cortometraggi e nel 2005 nasce “Dove arriva la sabbia” diretto e interpretato.
(fontebio cinemaitaliano.info)

Come a Micono, di Alessandro Porzio (ITA)

In un piccolo paese del Sud Italia, abitato ormai solo da anziani, un sindaco lungimirante ha un’idea per combattere il fenomeno dello spopolamento: la realizzazione di un video per promuovere la sua cittadina come meta turistica, seguendo l’esempio dettato dalla Grecia.

Regista, Si diploma in Fotografia e studia Lettere e filosofia all’Università di Bari. Dal 2008 ha diretto cortometraggi, commercials e videoclip musicali. Nel 2012 dirige “Rumore Bianco”, candidato ai Nastri d’Argento e vincitore di importanti riconoscimenti tra cui il premio Miglior Film alla Mostra del Cinema Italiano di Barcellona e il premio della giuria al Bif&st Bari Int. Film Festival. Nel 2013 dirige “Niente”, con Filippo Gili e Vanessa Scalera, vincitore del premio miglior film all’European Shorts Amarante. Nel 2015 dirige il progetto internazionale “Mido”, una video installazione in quattro dimensioni commissionata da Expo 2015.
(fonte bio cinematografo.it)

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