8° FFCF – L’angolo degli Autori –”E VENNE LA LUCE”

Una fotografa rimasta vedova, che per sopravvivere vende l’attrezzatura del marito, da uno sconosciuto riceve una foto che la fa assistere alla propria morte.

A fine-art photographer, who has fallen into poverty and whose husband recently died, sells her equipment; but she receives a photo which makes her see her own death.

BIANCA (75) esce per allestire il suo banco al mercato antiquario di S. Spirito. È affaticata, e ha problemi di soldi: ora venderà l’attrezzatura del marito Giovanni, fotografo da poco scomparso. A casa, all’Isolotto, lascia solo la macchina fotografica Hasselblad che lui usava, accanto alla foto del necrologio che lo ritrae.

Ma al mercato si presenta uno SCONOSCIUTO (40) che, invece di comprare la merce di Bianca, le dà una scatola e va via. Bianca la apre: contiene proprio la Hasselblad di Giovanni.

È sconcertata: ma alcune VENDITRICI notano il suo banco come vuoto, incuranti che Bianca sia ancora lì. Bianca corre a casa; davanti alla porta trova un carro funebre che porta via una bara, mentre alcune PASSANTI si rattristano che la defunta fosse da poco rimasta vedova; e non riconoscono Bianca.

In preda all’ansia, Bianca si precipita dall’amica ANGELA (60), che in Oltrarno ha un salone di parrucchiera; ma anche Angela non la riconosce.

Bianca entra nella fioreria di AGNESE (70); ma anche Agnese non la riconosce. Però nota la Hasselblad che Bianca ha in mano, e le chiede spiegazioni. Bianca risponde che non può aprirla se non in camera oscura, altrimenti la pellicola all’interno si brucerà.

Turbata, Bianca entra in un albergo; ma qui la CAMERIERA è occupata a cambiare l’unica lampadina bruciata su un lampadario di cristallo.
Bianca allora torna alla Basilica di S. Spirito ed entra nel confessionale, che sembra una camera oscura. Ma il PRETE la ammonisce, citando il Vangelo di Giovanni: «e venne la luce, ma le tenebre la rifiutarono».

Disperata, Bianca torna al mercato: qui intanto il suo banco è stato sgombrato.
Ormai sconfitta, apre la Hasselblad: l’ultima fotografia sulla pellicola ritrae proprio lei.

Ma all’istante la luce del sole la brucia. L’immagine di Bianca si dissolve; Bianca si accascia e muore, mentre su di lei plana un necrologio che la ritrae con Giovanni, insieme, fotografi.

NOTE DI REGIA E MOTIVAZIONI

“E venne la luce” è ispirato alla storia vera di una delle ultime fotografe di quartiere che gestivano una bottega di sviluppo e stampa; e al contempo la inquadra in un’ottica universale. La dialettica tra Oscurità Luce, come risalta nel Vangelo di Giovanni, è la chiave interpretativa del presente, in cui la pandemia accelera il declino di molte tradizioni, e di chi le praticava.

Bianca, con tutta la sua professionalità nella fotografia analogica, annaspa in una società che l’ha di fatto esclusa dal mercato, rendendola diffidente, e al contempo bisognosa di trovare un’alternativa per vivere. Nella pandemia ha già perso il marito Giovanni; non è riuscita ad adattarsi alle nuove tecnologie, e prova a vendere le sue attrezzature per raggranellare qualche soldo, privandosi così per sempre del suo mestiere.

Quando, ricevuto il pacco dallo sconosciuto, si accorge che ormai tutti la considerano morta, è costretta a capire che la società nel complesso supererà crisi e pandemia, ma per riuscirci si è disfatta di tutte le cose e persone inutili”.

La morte di Bianca avviene in un’ultima nota di bellezza, omaggiando il mondo e l’estetica della sua arte: è affidata alla sua immagine, fissata tempo prima su pellicola dall’amato marito Giovanni.

La pellicola, che dall’alloggiamento nelle vecchie macchine fotografiche non poteva essere rimossa se non in camera oscura, pena la sua morte davanti ai raggi della luce, era così protetta dal resto del mondo.

Ma ora, rimasta senza più nulla se non la Hasselblad di Giovanni, Bianca decide di porre fine alla sua vita ed estrae il negativo nel sole in mezzo alla piazza. Così la morte dell’immagine diventa morte di chi l’immagine ritraeva: chi con le immagini lavorava. Gli ultimi affanni di Bianca e la dissoluzione finale hanno un sapore scenografico, come nell’estasi di un’icona sacra, la quale resta memoria collettiva, ed è il riferimento a cui “E venne la luce” guarda.

Bianca e le altre figure, tutte femminili, provengono da persone reali; è stata svolta una ricerca accurata sui luoghi, sulla luce dentro le chiese, sui mercati antiquari e soprattutto su una vera fotografa, oggi scomparsa, che abitava dentro il proprio atelier di un tempo e, caduta in povertà, via via vendeva la propria attrezzatura.

Lo stile visivo sarà accurato, come fotografie d’artista; ma tutta la messa in scena guarderà all’autenticità, degli spazi e soprattutto della recitazione.

Il tema dell’arte fotografica, in grado di suscitare molto interesse, è inserito nella stretta attualità; “E venne la luce” parte dalla realtà locale e abbraccia l’orizzonte ampio, guardando ai festival internazionali.

BIANCA (75) is setting up her stall at the flea market. That is a hard work; but she urgently needs money. Thus, she is going to sell her husband John’s analogic photographic equipment. At home she still keeps only John’s beloved Hasselblad camera: that has been placed next to John’s recent obituary.

But at the market an UNKNOWN MAN (40) is waiting for Bianca. He does not buy anything; he gives her a packet instead. As he leaves, Bianca opens it: it contains exactly John’s Hasselblad.

Bianca is astonished; but some other SELLERS notice her stall is vacant, even though Bianca is still there. Bianca hurries home: in front of the entrance, a hearse is taking away a coffin, while some PASSERS–BY regret the departed had recently become a widow. They do not recognize her.

Bianca is worried; she hurries to her friend ANGELA (60), who owns a beauty salon. But Angela does not recognize her at all.

Bianca enters AGNESE’s (70) flower shop. Agnese does not recognize her; but she notices the Hasselblad Bianca is still holding. Agnese asks for explanation; Bianca says the camera must not be opened. A darkroom is required, otherwise the inside film will be damaged.

Bianca anxiously enters a hotel; but here the WAITRESS is only interested in changing the only one burned out bulb on a crystal chandelier.
Then Bianca enters a church: the confessional looks like a darkroom. But the PRIEST admonishes her, and repeats the Gospel according to John: “and Light came, but darkness did not receive it”.

Terrified, Bianca is back to the flea market: in the meantime, her stall has been removed.
Bianca has been defeated. Thus, she opens the Hasselblad: the last film frame does actually portray her.

But sunlight immediately burns out the film. Bianca’s image dissolves; Bianca falls down and immediately dies, while an obituary can be seen. It portrays Bianca and John, both fine-art photographers, together.

SCRIPT ANALYSIS

And Light come” tells the true story of one among the few photographerswho still owned a photo shop; and the perspective is aimed to be universal. The dialectic between Darkness andLight results from John’s Gospel; that is the way to render present times, as long as the pandemic is driving many old traditions, and their professionals, to decline.

Bianca’s hard skills as analogic fine-art photographer have been excluded from the digital market; thus, she lacks confidence in others, and still needs another way to survive. Due to the pandemic, she has lost her husband John; she has not been able to join the new technique, then she tries to sell the old equipment, which makes her lose her own job forever.

As she receives the packet from the unknown man, she realizes she is dead in present society: pandemic crisis will be overcome, but that goal is achieved through throwing away all “unuseful” things and people.

Bianca’s death occurs in a last shine of beauty, as an homage to fine-art photographic aesthetics. Bianca’s departure is related to her own image, as former recorded by her beloved husband John.

The film could be removed from old analogic cameras only inside a darkroom; it was preserved from lightand the rest of the world.

But now Bianca has lost everything apart John’s Hasselblad. Thus, she decides to take out the film in the open light, to finally drive her own life to end.Death of the portray is death of the portrayed one: the one who made portraits.

Bianca dissolves in scenographic brightness, as the ecstasy of a sacred icon, that now can remain in the collective memory. This atmosphere is rendered also by using classical music, e.g. Mahler’s Symphonies.

Bianca, and all other female characters, are based on existing people; an accurate field research has been done on locations, flea markets, light impressions inside churches, as well as on a truly existed photographer, who recently died: she had fallen into poverty, and lived inside her former atelier, where she sold her equipment. The visual style will be accurate, as composing fine-art photos; but the whole project seeks authenticity, both in portraying locations and in acting performances.

Fine-art photography can rise a wide interest, as well this topic is introduced into current events; “And Light came” moves from a local situation, then orients it to international market and festivals.

BENIAMINO ROSA

Sono nato a Padova il 25 maggio 1988; mi sono laureato in Filosofia (triennale e magistrale) all’Università di Padova, e diplomato in Sceneggiatura e Produzione (2017) alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti” di Milano. Dopo alcuni anni in cui ho realizzato cortometraggi autoprodotti e ideato lavori letterari, sono pronto ad entrare in un’ottica produttiva più strutturata, per portare la mia ricerca sulla realtà a un pubblico ampio. Credo che i film più riusciti parlino su più livelli: per chi cerca il puro divertimento è giusto che abbiano ironia e originalità; ma per chi cerca un’interpretazione del mondo devono avere una visione profonda.

I was born in Padua on May 25th, 1988; I graduated into Philosophy (Bachelor and Master) at Padua University, and into Screenwriting and Film Production (2017) at Milan Film School Luchino Visconti”. I spent some years writing literary works and filming self-produced short films; now I am ready to join the audio- visual industry, to offer my recognition about present times to a wide audience. I think each successful film has more content levels for more audience interests: who is simply looking for fun may find wise, original irony; who is looking for an interpretation of current times may find a reasoned perspective.

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