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Intervista a Cristina Puccinelli, Direttrice Artistica del 6FFF

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Le prime impressioni della nuova Direttrice Artistica del 6° Firenze FilmCorti Festival

 

Rive Gauche – Festival: Quando è arrivata la proposta del 6° Firenze FilmCorti festival di ricoprire il ruolo prestigioso di Direttrice Artistica sei rimasta meravigliata? Cosa hai pensato? Cosa ti ha fatto accettare la proposta

Cristina Puccinelli: Sicuramente mi sono meravigliata, si rimane sempre sorpresi quando qualcuno pensa a te improvvisamente e soprattutto quando ti arriva una proposta da persone che non conosci.  Ho pensato subito che potesse essere un’esperienza stimolante e ho accettato, anche perché il Presidente del festival era già talmente convinto della sua scelta che non avrei voluto smentirlo.

Cristina3R.G. Facciamo un passo indietro. malgrado la tua giovane età, hai al tuo attivo la partecipazione, come attrice,  a decine di film e a parti teatrali da protagonista. Oltre  a questo, hai dimostrato di essere regista apprezzata e raffinata, e non son mancati numerosi premi e riconoscimenti. Come ti senti quando raggiungi un risultato importante?
CP: Diciamo che io non sento di aver raggiunto grandi traguardi ancora, spero di essere all’inizio di un cammino che mi possa portare verso nuove direzioni. Ho cambiato spesso rotta e mi piace farlo. Non cambio mai drasticamente prospettive, ma variare mi stimola. Questo magari rallenta anche il percorso, ma ognuno ha il suo. Provo certamente grande soddisfazione quando sento che qualcosa che ho fatto funziona e ha un riscontro diretto, questa è la cosa che mi gratifica di più.
RG: Cosa ti aspetti da questa nuova esperienza di Direttrice Artistica del più importate Festival di FilmCorti di Firenze? Come pensi di affrontarla? Che novità vorresti introdurre? E che effetto ti fa lavorare a Firenze?
CP: Mi aspetto di fare nuove scoperte, affacciarmi a nuove realtà e creare nuove situazioni. Voglio affrontare tutto con energia, cercando di interpretare il festival e sperando di farlo crescere. Sulle novità sto ancora pensando, troppo fresco l’incarico, ho idee ma non le voglio formulare ancora. Lavorare a Firenze è una gioia, è una delle città più belle del mondo, nel cuore dell’Italia, un posto ricco di cultura, arte, cibo, chiunque vuole venire a Firenze e questo è un vantaggio.
RG:  Il Firenze FilmCorti Festival si è da sempre caratterizzato come Festival aperto alla contemporaneità e ad un cinema il più possibile aperto alla  innovazione dei contenuti e dei linguaggi. Sei d’accordo con questa impostazione?
Cristina4.jpgCP: Certo bisogna essere attenti ai cambiamenti che il passare del tempo porta, quindi necessariamente il cinema, come tutto il mondo cambia con il cambiare dei mezzi tecnologici, delle scoperte, delle conquiste. Un occhio attento a chi sa descrivere al meglio la nostra società è fondamentale e secondo me è carente nel nostro cinema. Le sperimentazioni fini a se stesse non m’interessano molto, e credo invece manchi il recupero di una buona scrittura onesta, che racconti davvero la nostra contemporaneità, poi da lì può nascere qualsiasi follia o audacia tecnica e artistica, ma l’emergenza di esprimere un concetto innovativo è importante e anche la chiarezza nel farlo.

 

RG: Cosa credi sia importante per un festival?
CP: I festival sono tantissimi e di varia natura, per me sono occasioni importanti di aggregazione, conoscenza, scambio. Fare cultura e promuoverla significa avere modo di condividere emozioni, pareri, sapienza. Un festival dovrebbe fornire un ambiente unico, un’atmosfera stimolante e invitante che incentivi la voglia di vedere, scoprire, ascoltare, confrontarsi. Il cinema è in un periodo di grande mutamento e nessuno sa bene dove stia andando, ma io credo che sia importante riscoprire la sala, l’esperienza collettiva, perché è altro dal fruire soli a casa, e non è giusto parificare le cose. I festival sono la roccaforte del cinema, la resistenza. Questo è un festival con un concorso di corti internazionali. I cortometraggi sono poco valorizzati in Italia, c’è poco spazio per vederli e quindi questi eventi diventano un’occasione unica per trovare nuovi punti di vista e affacciarsi a realtà distanti. Sono necessari poi, a coronare il successo di  un festival, incontri di vario genere, attività legate anche al divertimento, perché i festival sono svago, intrattenimento, sono un momento unico all’interno dell’anno, un appuntamento che il pubblico deve voler aspettare.
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