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Ultime pre-selezioni del 5° FFF: piace il film australiano. / Last pre-selection screenings: Australian was the best one.

  |   Festival, Film Corti   |   No comment
Nell’ultima giornata di preselezioni del 5° Firenze FilmCorti F estival, caratterizzata dai numerosi film sperimentali di assoluto interesse, piace invece maggiormente il film australiano Whoever Was Using This Bed di Andrew Kotatko. Non è uno dei film più recenti del nostro Festival, essendo datato 2016. Ma quello che è certo è che i due anni trascorsi dalla prima visione sono stati ben utilizzati per raccogliere premi e riconoscimenti in tutto il mondo. Del film abbiamo apprezzato la ottima fattura sicuramente di mano professionale e la storia raccontata, a tratti claustrofobica, e in ogni caso rappresentante momenti di angoscia metropolitana di una coppia al limite di una crisi di nervi, interpretata da due attori al top della forma.
Da segnalare anche il documentario 13 seconds di Milad Tanghi. I tredici secondi del titolo sono la durata di una micidiale scossa di terremoto: quella dalle conseguenze devastanti in Iran nel 2007. Un evento che ha segnato molti autori, tra i quali il grande Kiarostami, che ne ha fatto oggetto di ben due film.5.jpg
Anche The red tree/L’albero rosso dell’irlandese Paul Rowley ha in parte una impostazione documentaristica, nondimeno ha un aspetto e un andamento da fiction, con bravo attori, a mostraci una storia dai tristi ricordi del passato: il viaggio e la permanenza al confino di un gruppo di indesiderati – perché omosessuali – del regime fascista. Il film è tratto da un romanzo di Luca De Santis dal titolo significativo In Italia Sono Tutti Maschi. Da rimarcare la voce narrante che è di Leo Gullotta, premiato al 3° Firenze FilmCorti Festival quale migliore attore.
Qualche notazione positiva va spesa anche per i due film italiani in lizza: Ancora una volta di Roberto Maria Nesci e Senza corpo di Stefano Cioffi, entrambe, per un verso o per l’altro, storie problematiche con accenti di disperazione. Disperazione che è comune anche al padre di fronte alla malattia della propria figlia nel film turco A ferry tale di Mehmet Tığlı.
Dei film sperimentali presentati in questa sessione abbiamo parlato in sede di presentazione. Ricordiamo che avremo modo di parlarne ancor a lungo perchè saranno inseriti nella giornata di proiezioni riservata ai film sperimentali del 20 ottobre prossimo.

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During the last pre-selection screenings day of the 5° edition of Firenze FilmCorti Festival we have mainly shown experimental films. However, the film that was appreciated the most was Whoever Was Using This Bed, directed by the Australian filmmaker Andrew Kotatko. Although it dates back to 2016, it has won many awards and received a lot of recognition all over the world over the last two years. What really stands out is the film’s high quality, together with the story told: occasionally claustrophobic, it recounts the metropolitan anguish experienced by a couple on the verge of a nervous breakdown. The two actors’ performance is amazing.
13 seconds, a docufilm directed by Milad Tanghi, deserves mention as well. The title refers to the duration of the deadly earthquake occurred in Iran in 2007, a tragedy that has left a mark on many artists and their works. For instance, the 2007 earthquake is at the centre of two films directed by Kiarostami.
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Despite sharing some of the main features of docufilms, The red tree/L’albero rosso, directed by the Irish filmmaker Paul Rowley, may be regarded as a film as well. The actors’ performance is honest, and the film takes us back to sad memories of the past, that is the journey and the confinement of a group of homosexuals during the fascist regime in Italy. The film is based on Luca De Santis’ meaningfully entitled book, In Italia sono tutti maschi. Leo Gullotta, awarded best actor during the 3° edition of Firenze FilmCorti Festival, comments on the action in voice-over.
Two Italian films in competition need to be mentioned as well: Ancora una volta, directed by Roberto Maria Nesci and Stefano Cioffi’s Senza corpo. Both of them recount troubling stories, whose desperation is shared also by the main character of the Turkish film A ferry tale, directed by Mehmet Tığlı, a father who has to cope with his daughter’s illness. We have already discussed experimental films during the earlier presentation and it has to be remembered that we will be able to talk about them once again during the screening day devoted to experimental films to be held on October, 20th.
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